Cradle of Incivility

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Cradle of Incivility

By paolafalconi   /     Jul 05, 2019  /     My art  /     , , , , , , ,

Testo in italiano alla fine della pagina.

With this artwork I describe today’s world, a place where the exaggerated consumption of material goods together with human greediness is destroying the earth. I describe the invasion of plastic, of useless and polluting goods which are only useful for filling our inner emptiness and which we do not need for real.

All of this burden is borne by nature, by the beauty that surrounds us and by the health of all the living beings, in a spiral which ultimately culminates in a cradle made of garbage where an innocent baby to whom we are handing over a world he does not deserve, sleeps.

Making this artwork involved me greatly both physically and spiritually. After the endless flood in the area in Sardinia where I live in, I went to the beach as I am used to do and I found a disaster. I picked up pieces of wood and, together with them, old fishing lines, fishing weights, fishhooks, plastic, toys, pieces of glass…

I went back home and I started picking up what my family produces in terms of plastic, useless objects and packaging and I realized, by picking them up and keeping them in my studio, of how many were they.

And yet I am a person who recycles, tries to reduce the consumption of what is superfluous and who is careful not to waste. But I noticed that it was not enough, that I had to do more. And this artwork made me start reflecting even more deeply, by instilling in me a desire to change and ameliorate my life habits.

I believe this is utterly necessary.

For what concerns the materials I used, after I picked them up I washed and dried them. The cardboard from the packaging and the plastic have been cut in small rectangles with a work which involved my family and I for several days. In the meantime, I realized the sculpture of the baby, which I modelled with clay and then realized plaster. When, in the end, everything was ready, I set up the exhibition.

The artwork can slightly change, depending on where it is exhibited: I like the fact that it is not too static because it follows the flowing of thoughts and ideas, constantly moving and changing. All this happens even if the substance of its meaning does not change.

I've presented "Cradle of Incivility" for the first time on June 7th in my town, Cagliari. I've met many people and I felt that people were very interested and involved attending the exhibition, being the topic very important for every human being. 

I'm grateful to my curator Katy Carta, founder of CASTIA ART,  for all the effort in curating and organizing my Pop Up Exhibition; to the dancer Valentina Puddu, to Simone Scalas and Andrea Zucca for the great pictures and videos that represent a precious documentation for such an unforgettable day. 

Culla di Inciviltà

In quest’opera descrivo il mondo di oggi, dove il consumo esagerato di beni materiali e l’avidità umana sta distruggendo la terra. Descrivo l’invasione di plastica, di oggetti inutili e inquinanti che servono solo a riempire dei vuoti interiori e dei quali non abbiamo realmente bisogno.

Tutto questo a discapito della natura, della bellezza che ci circonda e della salute di tutti gli esseri viventi, in una spirale che culmina in una “culla”fatta di spazzatura dove dorme un bambino innocente al quale stiamo consegnando un mondo che non si merita.

Fare quest’opera mi ha coinvolto molto psicologicamente e fisicamente. Dopo l’ennesima alluvione che ha coinvolto la zona dove abito nel sud della Sardegna, sono andata in spiaggia come faccio spesso e ho trovato un disastro.

Ho raccolto i legni e insieme ad essi vecchie lenze, piombi, ami, plastica, giocattoli vetri….

Sono tornata a casa e ho iniziato a raccogliere anche ciò che la mia famiglia produceva in termini di plastica, oggetti inutili, imballaggi e mi sono accorta, raccogliendoli e tenendoli nel mio studio, di quanti fossero.

Eppure sono una persona che differenzia i rifiuti, che cerca di ridurre il superfluo, che sta attenta a riciclare e a non sprecare. Ma ho visto che non bastava, che dovevo fare di più. E quest’opera ha avviato in me una riflessione ancora più profonda e un desiderio di cambiare e migliorare ancora le mie abitudini di vita.

Credo sia assolutamente necessario.

Per quanto riguarda i materiali usati, dopo averli raccolti li ho lavati, e asciugati. Il cartone ricavato dagli imballaggi, e la plastica sono stati tagliati in piccoli rettangoli in un lavoro che ha coinvolto anche i miei familiari e che ha richiesto diversi giorni. Nel frattempo mi sono occupata di realizzare la scultura del bambino, che ho modellato sulla creta e poi ho formato in gesso.

Quando alla fine ogni elemento era pronto ho allestito l’installazione.

Questa può variare un po’ a seconda di dove viene esposta, mi piace che non sia troppo statica perché segue il pensiero e le idee che sono in continuo movimento e mutamento.

Anche se la sostanza del suo significato non cambia.

Ho presentato “Culla d’Inciviltà”  per la prima volta nella mia città, Cagliari, il 7 giugno. Ho incontrato molte persone e ho sentito interesse e partecipazione da parte di ognuno, d’altronde l’argomento coinvolge ogni essere umano sulla terra. 

Sono grata alla mia curatrice Katy Carta, fondatrice dell'associazione CASTIA ART di cui faccio parte,  per il grande lavoro di progettazione, curatela e organizzazione; alla danzatrice Valentina Puddu; a Simone Scalas e Andrea Zucca per le bellissime foto e video che sono una preziosa documentazione di questa serata indimenticabile.
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About paolafalconi

I studied sculpture at the Academy of Fine Arts in Florence and Carrara. I live in a country house in Sardinia with my husband, four kids and my Westie. My work is constantly inspired by nature, in all its forms.

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